MOSTRA DI AUTO NELLA SALA MURAT, UN PASSO INDIETRO PER LA CITTA’

Ultimamente la Sala Murat, spazio pubblico culturale gestito da privati in piazza del Ferrarese, è stata adibita ad un’esposizione commerciale di automobili.

Ricordiamo che la Sala fa parte del Polo delle Arti Contemporanee della Città insieme al Mercato del Pesce e al Teatro Margherita. La concessione di questa sala, con un valore storico così spiccato, a canoni mensili stracciati ad un privato è una sconfitta della gestione della “cosa pubblica” in una fase politica in cui lo sviluppo del territorio e del Mezzogiorno passa da un adeguato investimento nella conoscenza e nella promozione culturale, ad oggi lontano anni luce nelle politiche messe in campo nel nostro Paese. Bari, come tante altre città, vive una programmazione culturale frammentata, spesso incapace di mettere a sistema tutte le esperienze socio-culturali delle tante associazioni e gruppi informali che quotidianamente affrontano spese ed ostacoli di diversa natura, esclusivamente per poter mettere in campo le attività e gli eventi aperti a tutta la cittadinanza.

Concedere questi spazi ai privati è la scelta giusta? Non sarebbe più utile valorizzare, incentivare e promuovere il lavoro delle esperienze già esistenti, e di quelle che nel tempo si sono concluse, mettendo a disposizione realmente gli spazi e i luoghi storici di questa città?
Bari ha bisogno di spazi aperti e attraversabili, non vetrine per privati e deve essere un contenitore di idee, della creatività e della voglia di conoscenza dei suoi cittadini, sintesi di una rinnovata visione della città. C’è la necessità di credere fortemente nella cultura, allargando la base e aprendo le maglie in modo da favorirne l’accesso.
La città ha delle ferite nel tessuto urbano che hanno urgente bisogno di essere sanate attraverso interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana condivisa, e invece quello di cui si occupa l’amministrazione comunale sono delle semplici operazioni di restyling del centro con una forte vocazione privatistica.

Pensiamo sia necessaria questa riflessione in una fase in cui gli eventi culturali di qualunque tipologia hanno subito un arresto a causa delle leggi nazionali in materia di sicurezza. In quanto realtà giovanile, ma ormai presente in città da quasi 20 anni, sentiamo il bisogno di porre questi interrogativi all’Amministrazione e alla cittadinanza. Crediamo nel ruolo fondamentale della conoscenza e della cultura e dell’accesso ad esse, in quanto strumenti emancipatori della società e del nostro territorio e riteniamo sia importante, oggi, rispondere a quegli interrogativi per poter cambiare l’azione politica all’ interno delle nostre città.

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